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Come funziona e cosa bisogna sapere

Tirocini
Extracurriculari

Entrare nel mondo del lavoro dopo la laurea è il gran passo da fare per vedere i propri sforzi sui libri concretizzarsi. Per supportare i neolaureati all’inserimento nel loro ingresso nel mondo del lavoro, le Università insieme alle aziende del territorio e alle Agenzie per il Lavoro possono attivare una particolare tipologia di tirocinio per laureati: il tirocinio extracurriculare detto anche tirocinio post laurea o stage extra curriculare.
Come funziona e cosa bisogna sapere

Tirocini
Extracurriculari

Entrare nel mondo del lavoro dopo la laurea è il gran passo da fare per vedere i propri sforzi sui libri concretizzarsi. Per supportare i neolaureati all’inserimento nel loro ingresso nel mondo del lavoro, le Università insieme alle aziende del territorio e alle Agenzie per il Lavoro possono attivare una particolare tipologia di tirocinio per laureati: il tirocinio extracurriculare detto anche tirocinio post laurea o stage extra curriculare.
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I tirocini extracurriculari prevedono una formazione concreta in azienda con un indennizzo mensile che possa agevolare lo stagista anche economicamente.

Cos’è il tirocinio extracurriculare?

Il tirocinio extracurriculare consiste in un periodo di formazione e orientamento on the job di durata variabile, che si intraprende al fine di ottenere un’esperienza concreta nel mondo del lavoro. A differenza del tirocinio curriculare, che si svolge durante gli studi universitari, il tirocinio extra curriculare può essere attivato soltanto dopo il conseguimento della laurea.

Il tirocinio extracurriculare si svolge all’interno delle aziende del settore per cui si è interessati ricevere formazione, con lo scopo di raccogliere sempre più conoscenze sul campo. L’obiettivo primario è favorire l’occupazione della fascia di popolazione più giovane e già in possesso di un curriculum di studi universitari in mano.

In base alle norme regionali, i tirocini extra curriculari possono essere attivati in favore di neo laureati entro un anno dal conseguimento del titolo, con estensione in casi particolari, con l’acquisizione di dottorati di ricerca o master.

Il tirocinio extracurriculare viene attivato dall’ente promotore dello stagista, ovvero l’università, un provveditorato, il centro per l’impiego o altri enti similari, nell’azienda in cui è presente una convenzione. Questa dovrà corrispondere alle esigenze dell’utente che usufruirà del tirocinio.

La convenzione prevede: i nomi dei tutor che seguiranno lo stagista, orari di svolgimento delle mansioni previste dal tirocinio, gli obiettivi finali e tutte le informazioni necessarie.

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I requisiti per svolgere uno stage extra curriculare

Ma quali sono i requisiti che bisogna avere per poter presentare domanda ed accedere allo stage extra curriculare? Nel particolare, bisogna appartenere ad una delle seguenti categorizzazioni:

  • Utenti che beneficiano del reddito in costanza di rapporto di lavoro.
  • Persone già occupate, ma in cerca di una nuova posizione lavorativa.
  • Lavoratori a rischio disoccupazione o soggetti disoccupati.
  • Soggetti con disabilità (norme per il diritto al lavoro dei disabili: articolo 1 comma 1 della legge 12 marzo 1999, n. 68).
  • Utenti aventi richiesta attiva di protezione internazionale o con status di rifugiati e protezione sussidiaria, vittime di sfruttamento o violenza da parte di organizzazioni criminali. Vittime di tratta (decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 24) e, infine, persone con permesso di soggiorno per motivi umanitari.
  • Soggetti svantaggiati (Disciplina delle cooperative sociali: legge 8 novembre 1991, n. 381.

Gli stage extra curriculari non possono essere attivati nelle aziende con cui il soggetto ha avuto rapporti lavorativi o di collaborazione alla richiesta di stage nei 24 mesi precedenti, nonostante il possesso dei requisiti sopra elencati. Ciò è stabilito per evitare abusi vari ed eventuali di questa possibilità occupazionale.

La normativa di riferimento non esplica il numero di stage che si possono fare contemporaneamente o il numero massimo. Certo è che bisogna rispettarne la modalità part-time.

La durata del tirocinio post laurea, da 2 a 24 mesi

La durata del tirocinio post laurea subisce variazioni in base ai requisiti con cui si presenta domanda e alle esigenze aziendali. Fatta eccezione degli stage conseguiti per le attività stagionali, la durata prefissata degli stessi è di almeno 2 mesi fino a non oltre i 24 mesi. È possibile richiedere una proroga presso l’azienda afferente, ma sempre rispettando i limiti dei 24 mesi.

Di norma, il tirocinio post lauream dura:

  • 6 mesi: modalità di tirocinio formativo e di orientamento professionale
  • 12 mesi: tirocini per inserimento o reinserimento occupazionale; finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro di persone svantaggiate
  • 24 mesi: soggetti con disabilità seguendo le norme di assunzione per categorie protette

La durata delle prestazioni lavorative settimanali non devono superare le 40 ore, con divieto di svolgere mansioni nelle ore notturne, durante i giorni festivi e di domenica, fatta eccezione il recupero di una giornata lavorativa previamente concordata con il tutor.

Come interrompere tirocinio? Cosa succede se si interrompe?

Il tirocinio potrà essere interrotto prima del tempo concordato, senza necessità di preavviso, da entrambe le parti. Non si incorre in nessuna sanzione in tal caso.

In altri casi, potrà essere sospeso per motivi come:

  • Infortuni o malattie con degenza che sia uguale o superiore ai 30 giorni
  • Maternità
  • Chiusura temporanea aziendale di almeno 15 giorni

Dopo il periodo di sospensione motivata del tirocinio, si potrà tranquillamente riprendere il proprio percorso di apprendimento in azienda.

Numero di tirocinanti e requisiti dell’azienda

Ogni azienda può prendere a carico un numero limitato di stagisti, in base alla presenza di dipendenti a tempo indeterminato presenti nell’organico.

Nello specifico:

  • 0-5 lavoratori a tempo indeterminato: 1 tirocinante 
  • 6-20 dipendenti a tempo indeterminato: 2 tirocinanti
  • Dai 21 lavoratori in poi, i tirocinanti potranno essere non oltre il 20% dell’organico

Non si può, quindi, procedere nell’attivazione di nuovi tirocini nel momento in cui il soggetto ospitante ha raggiunto i limiti dei numeri sopra indicati. Ciò è previsto nella normativa che esplica il rapporto lavoratore/tirocinante. Questo rapporto varia da una regione ad un’altra, quindi è sempre bene controllare le normative regionali afferenti.

Il ruolo del tutor

Per quanto riguarda il tutor aziendale, anch’egli ha un limite di tirocinanti che può seguire: 5 tirocinanti di cui 3 extracurriculari. Oltre quel dato, non possono essere accettati altri tirocinanti.
Il tutor ha il compito di seguire il tirocinante in tutte le fasi di stage all’interno dell’azienda. Egli si occuperà di assegnare mansioni, verificarne il corretto svolgimento, valutare le attività, guidare lo stagista nell’apprendimento di nozioni specifiche e invogliarne la curiosità. Un ruolo importante, che determinerà il corretto svolgimento del tirocinio extracurriculare.

Al termine del percorso formativo, il tutor redigerà una relazione finale sulle attività svolte dallo stagista, un dossier personale e l’attestazione.

Il tirocinio per laureati è retribuito da 300 a 600 euro

Per quanto riguarda la retribuzione mensile, invece, il tirocinio per laureati è retribuito con un indennizzo che va dai 300 ai 600  euro mensili. Questo è un requisito obbligatorio, senza il quale non può attivarsi il tirocinio. Al termine dello stage extra curriculare, al tirocinante sarà consegnato un attestato che attesti le competenze acquisite. Lo stagista non ha diritto a ferie, permessi o giorni di malattia retribuita, ma potrà concordare spostamenti di orario di stage con il proprio tutor aziendale.

La relazione in uscita

Al termine del proprio stage in azienda, è richiesto al tirocinante una relazione in uscita. In questa fase, il tirocinante è chiamato a fare un’autovalutazione delle attività svolte, con elementi di riflessione personali. Si procederà, quindi, con la descrizione dell’azienda per cui si è fatta richiesta di stage, le attività svolte sotto supervisione del tutor, le competenze acquisite e l’autovalutazione finale. Il tutto verrà consegnato all’ente promotore, che formulerà un giudizio sull’esperienza del candidato. Molto utile includere nella relazione tutte le osservazioni sorte durante il periodo di tirocinio, al fine di migliorare l’esperienza di stage extracurriculare.

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