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Come funziona e cosa bisogna sapere

Sicurezza
sul Lavoro

Scopri come gestire la sicurezza sul lavoro della tua azienda partendo dalle 10 cose più importanti che il datore di lavoro deve sapere!
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Scopri come gestire la sicurezza sul lavoro della tua azienda partendo dalle 10 cose più importanti che il datore di lavoro deve sapere!
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Analizziamo insieme la sicurezza sul lavoro attraverso 10 quesiti indispensabili per una corretta comprensione di finalità ed obblighi normativi.

1 – Cosa si intende per sicurezza sul lavoro?

Per sicurezza sul lavoro si intende l’insieme delle azioni interne ed esterne all’azienda, mirate a garantire l’incolumità (in materia di sicurezza, appunto) dei lavoratori e del personale presente.

Quindi cos’è la sicurezza sul lavoro?

Tra le attività appena accennate, la più importante è forse la prevenzione, perché rappresenta una delle colonne portanti della sicurezza sul lavoro e vi rientra con merito essendo un paletto fondamentale per diminuire drasticamente il rischio di malattia professionale negli ambienti di lavoro.

2 – Perchè è importante la sicurezza del lavoro?

La sicurezza e la salute sul lavoro è importante sotto molteplici aspetti, ma il più rilevante riguarda la salute dei dipendenti. L’obiettivo è quello di permettere al datore di lavoro di evitare o comunque ridurre al minimo l’esposizione dei lavoratori a rischi legati all’attività lavorativa per evitare infortuni o incidenti o, peggio, contrarre malattie professionali.

Recenti indagini di settore hanno evidenziato quanto, una corretta politica orientata alla salute dei lavoratori, porti un sicuro ritorno positivo in azienda, non solo per ciò che concerne i rapporti umani, ma anche in termini di redditività.

Benessere psico-fisico, tranquillità ambientale, positività diffusa e produttività aumentata sono solo alcuni dei benefit che possono svilupparsi nei luoghi di lavoro grazie ad un mirato investimento su prevenzione nei luoghi di lavoro.

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3 – Qual è il decreto legislativo che regolamenta la sicurezza sul lavoro

La normativa che regolamenta la Sicurezza sul lavoro in Italia è il Decreto Legislativo 81/08 o Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoroaggiornato a gennaio 2019.

Emanato nell’Aprile del 2008, questo decreto ministeriale integrava e migliorava le precedenti norme in materia della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro (ricordiamo, fra tutte, la famosa legge 626).

Superando i predecessori, il Testo Unico, decreto legislativo 81/2008, si distingue per una gradita semplificazione ed una perfezionata razionalizzazione degli argomenti, aggiornando alcuni aspetti troppo generici tra cui le sempre temute relative sanzioni previste dal ministero del lavoro.

Il decreto legislativo 81/08 stabilisce:

  • regole,
  • procedure
  • misure preventive

da adottare per rendere sicure le attività sul luogo di lavoro, qualunque essi siano.

Tra le maggiori innovazioni trattate nel decreto legislativo Testo Unico, ricordiamo:

  • l’individuazione dei fattori e delle sorgenti di rischio
  • la riduzione del rischio nei luoghi di lavoro
  • il monitoraggio continuo delle misure preventive
  • l’elaborazione di una strategia aziendale accettata e condivisa

4 – Quando è obbligatoria la sicurezza sul lavoro in azienda?

Ogni azienda che abbia almeno un dipendente nel proprio organico deve necessariamente prevedere una politica di informazione ed informazione e provvedere alla sua corretta realizzazione.

La sicurezza e la prevenzione sono concetti legati all’uomo ed alla sua salvaguardia, pertanto il numero dei dipendenti non può essere motivo di discriminazione normativa.

L’indice di rischio legato alla tipologia di azienda, nonché la specificità della mansione lavorativa, determinano il percorso da scegliere e le relative misure preventive di protezione individuale.

5 – Qual è la prima cosa che il Datore di lavoro deve fare per mettersi in regola con la sicurezza sul lavoro?

La prima e fondamentale azione prevista dal protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro è la stesura del DVR, cioè di un testo che evidenzi tutti i possibili rischi lavorativi presenti in azienda.

Basandosi sulle tipologie di rischi per la sicurezza sul lavoro presenti (agenti fisici, agenti chimici, etc.), il DVR deve contenere tutte le procedure necessarie per attuare soddisfacenti misure di prevenzione, ma anche la specifica dei ruoli di chi deve realizzare, monitorare e mantenere tali misure di protezione dai rischi.

Da qui, diventano necessarie altre azioni direttamente collegate al documento, ovvero:

  • la nomina del Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione (R S P P)
  • la nomina del Rappresentante dei Lavoratori (RLS)
  • la nomina del Medico Competente
  • la programmazione della Sorveglianza Sanitaria
  • la formazione dei lavoratori, dei dirigenti e del datore di lavoro attraverso gli appositi corsi in materia ed i loro eventuali aggiornamenti
  • piano di sicurezza aziendale
  • la scelta dei dispositivi di protezione individuale

6 – Chi deve garantire la sicurezza sul lavoro in azienda?

In sostanza chi è il responsabile del servizio di sicurezza sul lavoro e salute in azienda secondo il Testo Unico.

Il datore di lavoro è, in quanto tale, la figura giuridica garante e responsabile nella propria azienda.

Ma non solo infatti grava anche sui dipendenti o collaboratori che devono comunque sempre adottare un comportamento consono alla struttura in cui si trovano o alla mansione loro affidata.

I lavoratori infatti non sono solamente i soggetti tutelati ma anche attori attivi: devono quindi essere consapevoli delle condizioni del proprio ambiente lavorativo, dell’utilizzo delle attrezzature, dell’utilizzo dei DPI e devono partecipare alla valutazione dei rischi attraverso il loro rappresentante dei lavoratori RLS.

Egli deve ottemperare a quanto stabilito dalla normativa vigente per garantire la corretta applicazione delle misure atte alla riduzione o alla cancellazione di qualsiasi rischio per il lavoratore.

Tra i compiti principali del Datore di Lavoro in tal senso ricordiamo:

  1. il dovere di offrire un ambiente lavorativo sicuro
  2. il dovere di informare e formare i lavoratori sui rischi presenti in loco
  3. il compito di vigilare e verificare il rispetto delle norme antinfortunistiche (norme UNI) da parte dei dipendenti
  4. la stesura del DVR
  5. l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale

Occasionalmente il datore di lavoro decide di ricoprire la carica di Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP).

In questo caso egli potrà ricoprire il ruolo solo ed unicamente dopo aver egli stesso frequentato l’apposito corso di RSPP datore di lavoro.

7 – Chi controlla la sicurezza sul lavoro?

Il responsabile della sicurezza dei lavoratori è chiamato Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP).

Abbiamo visto come tale ruolo possa essere ricoperto dai datori di lavoro, ma anche da un dipendente, solo dopo adeguata formazione.

Eppure, sempre più spesso tale compito viene affidato dal titolare ad un consulente esterno (RSPP esterno) che possa sgravarlo da una certa mole di adempimenti e da una grossa dose di responsabilità.

L’RSPP deve principalmente occuparsi dei seguenti compiti:

  • eseguire il sopralluogo degli ambienti lavorativi con conseguente verifica delle condizioni di rischi per la salute dei lavoratori
  • collaborare col titolare nella elaborazione di dati necessari alla descrizione aziendale ed alla corretta valutazione dei rischi conseguenti
  • presentare piani formativi ed informativi per il personale in materia di prevenzione
  • monitorare lo status aziendale e programmare interventi di mantenimento e miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori
  • monitorare il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e delle attrezzature di lavoro

8 – Chi contribuisce alla corretta gestione della sicurezza sul lavoro?

Oltre alle figure sopra citate del datore di lavoro e del RSPP, gli attori coinvolti nel servizio di prevenzione sono anche il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) ed il Medico Competente.

L’RLS è il lavoratore (anche più di uno a seconda del numero totale di lavoratori) appositamente formato ed eletto dai colleghi in qualità di loro rappresentante per quanto concerne la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Il Rappresentante dei lavoratori si occupa di effettuare una consultazione preventiva in ordine alla valutazione dei rischi, fornire un parere sulla scelta dei lavoratori per la sicurezza sul lavoro (addetti alla prevenzione), provvedere alla raccolta dei documenti aziendali relativi alle misure generali di tutela dai rischi, promuovere misure di prevenzione da infortuni sul lavoro e fare ricorso alle autorità competenti nel caso in cui non vengano rispettati i criteri stabiliti in materia di sicurezza sul lavoro.

Il Medico Competente è la figura professionale che si occupa della Sorveglianza Sanitaria dei lavoratori attraverso un Protocollo Sanitario pensato ad hoc in funzione dei rischi e delle mansioni.

Egli, attraverso le visite periodiche necessarie, stabilisce lo stato di salute del lavoratori relativamente alla sua mansione e ne decide o meno l’idoneità alla stessa.

Questa figura è molto importante in quanto con l’attuale frenesia lavorativa ed i nuovi condizionamenti contingenti, il rischio stress lavoro correlato è una delle nuove barriere da superare nella battaglia al benessere psico-fisico del lavoratore.

9 – Chi ci può aiutare nella gestione degli adempimenti previsti dalle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro?

Quello della salute del lavoratore è un mondo piuttosto semplice nella sua essenza, ma decisamente articolato nei suoi contenuti.

Le numerose sfaccettature della normativa e le ampie casistiche dei rischi legati alle attrezzature di lavoro, agli ambienti lavorativi espongono le aziende a troppi rischi ed a sicure sanzioni.

Ecco perché la cosa più saggia da fare è quella di evitare il cosiddetto “fai da te”.

I molteplici adempimenti normativi hanno portato alla necessaria nascita di figure professionali di consulenza, cioè di consulenti responsabili del servizio salute e sicurezza sul luogo di lavoro come noi di GMS ad esempio, che possano aiutare il l’imprenditore e le figure interne preposte a garantire prevenzione da rischi ed infortuni sul posto di lavoro.

Il consulente sicurezza sul lavoro o consulente del servizio di prevenzione è quella figura professionale che “assiste con consiglio” fornendo ai datori di lavoro tutti gli strumenti e le risorse per mettersi in regola con l’aspetto ormai finalmente obbligatorio della tutela psico-fisica dei lavoratori. Il consulente guida l’azienda ad un approccio “sicuro” evitando, così, problemi per i dipendenti o guai di natura legale per il titolare.

Un buon consulente è certamente una risorsa importante in tal senso e permette al l’imprenditore di sgravarsi da questo impegno e concentrarsi unicamente alle più redditizie attività “business oriented”.

10 – È sempre vantaggioso gestire la salute e sicurezza del lavoro della propria azienda o è solo un costo?

Ecco perché è vantaggioso gestire la sicurezza sul lavoro della propria azienda

Innanzitutto consideriamo cosa potrebbe costarci non gestire questa attività.

Partiamo da una breve considerazione sulle principali ammende previste per la mancata gestione della sicurezza sul lavoro dell’unità produttiva

LE AMMENDE
  • Si ottengono sgravi fiscali: per le aziende che effettuano interventi di miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro l’INAIL può applicare riduzioni del tasso medio di tariffa che vanno dal 7% al 30%
  • Si organizza meglio il lavoro: monitorando la sicurezza in azienda si ottimizzano spesso i processi lavorativi
  • Diminuiscono gli infortuni e le assenze per malattia
  • Si migliora il lavoro: di conseguenza si migliora il benessere del dipendente salvaguardandone la salute nell’ ambiente di lavoro
  • Si evitano le sanzioni: in caso di mancata gestione della sicurezza sul lavoro il legislatore ha previsto nel Testo Unico pesanti sanzioni sia per l’azienda che per il datore di lavoro. Ad esempio la mancata redazione o aggiornamento del DVR può comportare un ammenda da € 2.740 a € 7.014,40 fino alla sospensione dell’attività o addirittura l’arresto da 3 a 6 mesi per il Datore di lavoro, altro esempio riguarda la mancata nomina del RSPP che prevede l’arresto d 3 a 6 mesi, ammenda da € 2.740 a € 7.014,40.

Un’azienda, anche piccolissima, ad esempio con un solo dipendente, rischia una multa di circa 11.000 euro se viene trovata sprovvista di quelli che sono gli obblighi previsti dal decreto Testo Unico n 81 del 9 aprile 2008:

  • documento di valutazione dei rischi
  • della designazione e formazione dell’RSPP
  • designazione e formazione addetto antincendio e pronto soccorso
  • nomina del medico competente
  • mancanza dei presidi di pronto soccorso
  • mancata formazione e informazione ai lavoratori.

La stessa Azienda, invece avvalendosi di professionisti esterni che gestiscano gli adempimenti sopra indicati, dovrebbe sostenere un costo tra i 1000 e 1.500 euro.

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